Risoluzione delle difformità catastali: il caso del box non censito

Alcuni box auto in un parcheggio sotterraneo

In Italia, non è insolito trovare discrepanze tra lo stato effettivo di un immobile e la sua rappresentazione catastale. Queste discrepanze possono derivare da modifiche apportate all’immobile nel tempo, e non regolarizzate, o da errori commessi durante transazioni immobiliari precedenti.
Oggi esploreremo il caso di un nostro cliente: il suo box non era registrato al catasto. Ecco come GMG Studio Tecnico ha risolto il problema.

L’esigenza del cliente: box non censito al Catasto, cosa fare?

Il nostro cliente è un privato che nel 1980 ha acquistato un appartamento con annesso box. Oggi, in fase di rivendita dell’immobile (appartamento e box) emerge il problema: i dati relativi all’immobile non sono stati registrati correttamente presso il catasto. In particolare, il box non risulta essere censito nel catasto.

Nonostante i dettagli catastali del box siano stati indicati nell’atto di compravendita del 1980, quest’ultimo include solo le planimetrie commerciali e non quelle catastali.

È importante sottolineare che casi di discrepanza come questo non sono rari. Al contrario, sono piuttosto comuni. Spesso, queste discrepanze emergono solo al momento della compravendita.
Infatti, a partire dal 2010, è stata introdotta una norma che richiede la verifica della conformità catastale prima del rogito, ovvero prima della conclusione dell’atto di compravendita. Questa verifica permette di individuare tutte le discrepanze presenti.

Presso GMG Studio Tecnico, siamo specializzati nella risoluzione di problematiche di questo tipo. Se ti trovi in una situazione simile, continua a leggere per scoprire come affrontiamo questo problema e non esitare a contattarci per assistenza.

Come risolvere e correggere le planimetrie catastali

La risoluzione di casi come questo prevede che il nostro team si rechi presso la conservatoria o il comune dove si trova l’immobile, in questo caso specifico Milano.
Lì abbiamo preso visione dell’atto di provenienza e dei suoi allegati. Ma non ci si ferma qui: vengono esaminati anche gli atti precedenti, per individuare eventuali collegamenti con l’unità attuale.

Nel caso in cui l’appartamento del cliente si trovi in un condominio, è necessario richiedere le planimetrie catastali dell’intero edificio. Questo con il fine di verificare tutte le planimetrie presenti nell’archivio cartaceo depositato durante l’accatastamento.
Questo consente di confermare se l’unità identificata nelle planimetrie commerciali allegate all’atto corrisponda effettivamente ad altre unità all’interno del complesso.

Una volta completate le ricerche e individuata l’unità corretta, vi sono due possibili scenari:

  • se l’unità è già censita, si procede presentando un’istanza o una voltura per correggere l’intestazione;
  • se l’unità non è censita, si presenta una DOCFA in accatastamento per ripristinare la situazione precedente.

Se ti trovi in una situazione simile, non esitare a contattarci per una consulenza gratuita o un preventivo. Siamo qui per aiutarti a risolvere le tue sfide immobiliari con professionalità e competenza.