Sostituzione di un tetto industriale in amianto: un caso pratico

Il primo piano di un tetto in eternit con amianto

Da tempo è risaputo come l’amianto, largamente utilizzato nei decenni passati nelle costruzioni sia civili sia industriali, sia un elemento di pericolo per chi abita o lavora in questi edifici. Soprattutto, il pericolo è molto alto se le parti contenenti amianto sono deteriorate e il materiale rischia dunque di liberarsi nell’aria.
Per questo è importante provvedere velocemente al rifacimento di quelle strutture che lo contengono, prima che questo sia esposto anche attraverso piccole crepe, e provvedere alla bonifica degli edifici.

In questo caso pratico vedremo ad esempio l’iter che ha portato alla sostituzione di una copertura di un capannone industriale contenente amianto.

Il rilievo dello stato di fatto per la sostituzione di un tetto industriale in amianto

Come per ogni progetto, la prima cosa da fare è rendersi conto di persona dello stato di fatto. In questo caso, un nostro cliente, che si occupa di realizzazione di coperture, ha chiesto a sua volta il nostro supporto per un’industria sua cliente.
Abbiamo così organizzato sopralluogo e rilievi per definire nel dettaglio quale fosse la realtà con cui avremmo avuto a che fare e i successivi passi per portare a termine le opere in modo veloce, efficiente e, soprattutto, sicuro e secondo le disposizioni di legge.

Il rilievo dello stato di fatto ci è servito per l’istruttoria della pratica per lo smontaggio e lo smaltimento della vecchia copertura in amianto.
Questi lavori devono essere naturalmente eseguiti da parte di strutture specializzate, seguendo determinate procedure di sicurezza, sia nella fase di demolizione del tetto sia per la movimentazione e smaltimento dei rifiuti pericolosi.

Le pratiche necessarie per la sostituzione di un tetto industriale in amianto

I lavori di sostituzione di un tetto industriale in amianto non richiedono solo l’esecuzione dei lavori secondo le disposizioni di legge, ma anche una serie di documentazioni tecniche molto precise.

Innanzitutto è necessario realizzare e presentare un esame di impatto paesistico. Si tratta di un documento che, attraverso atti scritti e grafici, consente di verificare la compatibilità ambientale di un progetto edilizio. Viene richiesto per determinare, come dice il nome stesso, quali effetti avrà un progetto o un’opera sull’ambiente che la circonda.

Questo tipo di opere inoltre richiede la presentazione di una pratica edilizia SCIA. La Segnalazione Certificata di Inizio di Attività è infatti dovuta quando si effettuano interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo che riguardino le parti strutturali dell’edificio, così come quando si eseguano interventi di ristrutturazione edilizia che non rientrino in quella libera.

Infine, lo studio si è occupato della redazione di relazione tecnica secondo la Legge 10/91. Questo documento serve per controllare che l’edificio oggetto di ristrutturazione o risanamento rispetti i parametri minimi richiesti riguardo le caratteristiche energetiche.

Realizzazione e chiusura lavori

Nel corso della realizzazione delle opere, lo studio ha assunto la Direzione dei lavori, provvedendo poi alla compilazione e alla presentazione della pratica ENEA necessaria per l’ottenimento delle detrazioni fiscali.
La bonifica dell’amianto e il rifacimento della copertura ricadono infatti tra i lavori che godono delle agevolazioni pari al cinquanta per cento delle spese sostenute per un tetto massimo di 400mila euro, pari a una detrazione di 200mila euro per ogni impresa.