Lo studio di fattibilità: una consulenza indispensabile e sempre più richiesta

L’obiettivo dello studio di fattibilità è decidere quali interventi è possibile fare o sanare, come realizzarli e con quali costi.

Cosa, come, quando e quanto sono le quattro domande a cui risponde lo studio di fattibilità. Di cosa si tratta? Dell’intervento di esperti nel settore edilizio che, dopo un sopralluogo e la verifica dei documenti relativi ad un immobile, sono in grado di valutare se e come sia possibile agire su quell’immobile.

Lo studio di fattibilità è un passaggio preliminare indispensabile ed è utile per comprendere se le richieste del cliente possono essere esaudite e in quali tempi. Consiste nell’analisi, nella valutazione delle caratteristiche, dei costi e dei risultati attesi di un intervento e stabilisce la sua realizzabilità.

Lo studio di fattibilità: competenze ed esperienze

Naturalmente occorre distinguere tra lo studio di fattibilità richiesto per la realizzazione di un progetto pubblico, che prevede alcuni step formali, compresa la relazione di sostenibilità ambientale ed altra documentazione specifica, e lo studio di fattibilità per intervenire su progetti di edilizia privata e ristrutturazioni.

Il punto di partenza per lo studio di fattibilità è la richiesta del cliente: tra le più comuni si segnalano la richiesta di “alzare un piano”, “ricavare un secondo bagno nell’appartamento esistente”, “aprire o chiudere finestre”, “ modificare gli spazi interni”, “sostituire gli impianti di riscaldamento”, solo per fare alcuni esempi.

Per rispondere a queste esigenze lo staff di esperti richiede la documentazione relativa all’abitazione: titolo edilizio, planimetrie, dati e piantine catastali, e – se già presente – attestato di prestazione energetica.

Una volta individuato l’immobile, il team procede con l’analisi della richiesta e la sua valutazione in relazione alle caratteristiche dello stesso e dell’esistenza di vincoli legati all’immobile, per esempio vincoli della sovraintendenza, o alla zona in cui si trova. Per fare questi passaggi è necessario che gli esperti verifichino lo strumento urbanistico del comune in cui si trova l’edificio.

Si effettua poi un sopralluogo, soprattutto per valutare lo stato di fatto dell’edificio, dei materiali, le distanze con gli altri edifici e il contesto in cui si trova e così via.

Una volta acquisiti gli elementi, il team di esperti procede con lo studio di fattibilità che se, richiesto, sfocia in una relazione scritta.

Al termine dello studio di fattibilità è possibile avere indicazioni sulla possibilità di realizzare l’intervento, sui tempi necessari per portarlo a termine, sull’iter previsto e – se richiesto- sull’entità della spesa da sostenere (pur senza la precisione di un preventivo).

La rilevanza dello studio di fattibilità è dimostrata anche dal fatto che i suoi costi possono rientrare tra quelli ammissibili per le diverse agevolazioni fiscali.

Lo studio di fattibilità: un caso pratico

Ecco una nostra casa history che illustra in pratica come avviene uno studio di fattibilità.

Il proprietario di una villetta su tre livelli decide di alienarla. È al corrente che l’unità abitativa presenta delle difformità rispetto all’impianto originale e chiede allo Studio se gli interventi che ha eseguito nel corso del tempo siano sanabili.

I professionisti dello Studio procedono con un sopralluogo e rilevano diverse difformità rispetto alla licenza edilizia.

In particolare vengono rilevati:

  • una diversa distribuzione degli spazi interni al piano terra e al primo piano;
  • una differente forma del vano scala;
  • la realizzazione di una scala di collegamento al sottotetto con l’apertura della soletta;
  • l’utilizzo del sottotetto come zona notte
  • l’apertura di nuove finestre in facciata.

Si tratta di interventi che non possono essere considerati di edilizia libera e che per essere sanati richiedono una serie di verifiche e passaggi.

A questo punto lo Studio ha proposto la realizzazione di un’analisi tecnica e dello studio di fattibilità. Questi hanno comportato:

  • i rilievi dello stato di fatto dell’unità abitativa
  • la realizzazione di file Cad con la situazione attuale
  • la realizzazione di un progetto in sanatoria adeguato alla presentazione presso gli uffici comunali
  • la quantificazione degli oneri
  • la redazione di una relazione tecnica.

Sulla base di queste informazioni il titolare della villetta è stato messo nella posizione di capire se e quando procedere agli interventi necessari.

La realizzazione di uno studio di fattibilità deve essere affidata a professionisti preparati e affidabili, capaci di produrre una documentazione chiara che rispetti gli standard di legge e su cui è possibile decidere di attivare l’intervento. Uno studio di fattibilità superficiale può indurre in decisioni errate e che si rivelano poco vantaggiose.

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